venerdì 27 settembre 2019

Ilvo Diamanti: contro il populismo si torni a fare politica

Si può sconfiggere il populismo «attraverso la politica e riprendendo a fare politica». Perché «fare politica significa non rassegnarsi a una politica che si fa soltanto in televisione e sempre più attraverso la Rete». Lo sostiene Ilvo Diamanti, docente di Scienze politiche all'università Carlo Bo, in occasione della Scuola di politica de Il Regno a Camaldoli (AR).




«In generale - ha spiegato Diamanti - il populismo tende ad annullare le differenze interne alla società e a presentarla come un popolo tutto uguale, tutto unico che ha bisogno per questo di riconoscersi attraverso gli altri e gli altri sono ad esempio gli altri che ti minacciano – ma non solo gli stranieri – e gli altri che incombono su di te, cioè le élite. Quello che davvero ha aperto le porte al populismo è la crisi dei partiti tradizionali, i partiti che stavano dentro la società, interpretavano delle idee magari delle ideologie ma che avevano anche un'organizzazione. Oggi quei partiti hanno lasciato il passo a coloro che di fatto intercettano esattamente queste paure: più che sentimenti questi risentimenti».

Secondo il sociologo «il Movimento 5 stelle è il veicolo di un paese spaesato, è il veicolo di un malessere, mentre la Lega, questa Lega è molto cambiata a quella del passato, non è più una Lega che interpreta le rivendicazioni di un territorio, anzi».

«In realtà - ha aggiunto - in Italia il populismo si afferma perché non ci sono più attori politici in grado di dare al popolo un nome, un'immagine e di fatto dei luoghi in cui riconoscersi e partecipare». 

«Il mio avviso - ha concluso Diamanti - è che si possa affrontare queste sfide politiche attraverso la politica e riprendendo a fare politica. Fare politica significa non rassegnarsi a una politica che si fa soltanto in televisione e sempre più attraverso la Rete. La politica deve essere un luogo di società e di socialità, dove si incontrano le persone. Se questo avviene il populismo non ha più il suo terreno, il luogo in cui definirsi, perché il popolo del populismo è un popolo senza confini e senza distinzioni: se tu sei nella società dai raffigurazione e rappresentanza esattamente a queste differenze, e ci sono, le interpreti».

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