venerdì 1 luglio 2016

Pino Puglisi, un prete tra due concili

E' fresco di pubblicazione il volume Don Pino. Martire di mafia, scritto dall’arcivescovo di Catanzaro-Squillace, mons. Vincenzo Bertolone, postulatore della causa di canonizzazione, con Prefazione del presidente del Senato Pietro Grasso.
Un libro che intende portare nuova luce sulla fede e il coraggio di padre Pino Puglisi, il sacerdote palermitano ucciso dalla mafia in odium fidei il 15 settembre 1993 e beatificato il 25 maggio 2013 a Palermo.
Sulla sua figura è appena uscita su Il Il Regno - documenti una meditazione di don Massimo Naro, docente di Teologia sistematica alla Facoltà teologica di Sicilia, che il 14 aprile scorso – in occasione di un pellegrinaggio con 120 preti dell’arcidiocesi di Milano sulla tomba di padre Puglisi – ha riletto la figura e l’azione pastorale del parroco di Brancaccio, primo martire della Chiesa ucciso dalla mafia.

mercoledì 29 giugno 2016

La preghiera per uscire dalle chiusure. Papa Francesco nella solennità dei santi Pietro e Paolo

«La preghiera permette alla grazia di aprire una via di uscita: dalla chiusura all’apertura, dalla paura al coraggio, dalla tristezza alla gioia. E possiamo aggiungere: dalla divisione all’unità»: così papa Francesco nell’omelia tenuta questa mattina, nella Basilica Vaticana alle 9.30, in occasione della Solennità dei santi apostoli Pietro e Paolo, patroni della città di Roma.
Durante la celebrazione eucaristica il papa ha benedetto i sacri palli (paramenti liturgici costituiti da una striscia di stoffa di lana bianca avvolta sulle spalle, simbolo del compito pastorale di chi lo indossa), destinati agli arcivescovi metropoliti nominati nel corso dell’anno. Si tratta di 25 presuli dei 5 continenti. 6 sono gli italiani, tra cui mons. Zuppi, arcivescovo di Bologna; mons. Lorefice, arcivescovo di Palermo; mons. Tisi, arcivescovo di Trento; mons. Accrocca, arcivescovo di Benevento; mons. Ligorio, arcivescovo di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo; e il domenicano Lorenzo Piretto, dallo scorso novembre arcivescovo di Izmir (Smirne), in Turchia. La consegna del pallio ai nuovi arcivescovi avverrà nelle loro diocesi per mano dei nunzi apostolici locali, alla presenza dei vescovi suffraganei e dei fedeli. 

domenica 26 giugno 2016

Il Concilio è finito, inizia il dialogo. La Chiesa ortodossa entra nel terzo millennio

Accademia ortodossa di Creta (foto © John Mindala).
E’ un messaggio di dialogo e riconciliazione quello che conclude il Santo e grande Concilio delle Chiese ortodosse, tenutosi a Creta dal 19 giugno e terminato oggi con la sacra liturgia celebrata nella chiesa di San Pietro e Paolo a Chania.

Dopo il Vangelo è stato letto il Messaggio del Santo e grande Concilio della Chiesa ortodossa al popolo ortodosso e a tutte le persone di buona volontà, approvato ieri dai circa 230 vescovi e gerarchi delle 10 Chiese ortodosse autocefale convenute, che sintetizza il significato dell’evento, percepito da tutti i partecipanti come storico.

Già ieri, chiudendo le sessioni, il patriarca ecumenico Bartolomeo I aveva sottolineato la gioia e la speranza che sono nate come primi frutti del Concilio, nonostante tutte le difficoltà e il dolore per la mancata partecipazione di quattro Chiese autocefale, quelle di Russia, Georgia, Bulgaria e Antiochia, che pochi giorni prima dell’inizio avevano annunciato che non sarebbero andate. Nella discussione dei 6 documenti (vedi scheda) “non è stato tutto rose e fiori, ma c’è stata la volontà di tutti di appianare le difficoltà con l’illuminazione dello Spirito, che ci guida alla concordia, e questo è il contributo più grande che portiamo alla nostra Chiesa e a tutta l’umanità”. E ha aggiunto: “Tutti insieme abbiamo scritto una nuova pagina di storia, e glorifichiamo Dio per questo”.