martedì 15 novembre 2016

Giubileo della Misericordia al traguardo: partono i bilanci


I vescovi diocesani hanno chiuso le porte sante. Papa Francesco prepara la conclusione solenne del 20 novembre. Ma per il Giubileo della Misericordia è già tempo di bilanci. Così da giorni ha cominciato a ruotare la giostra dei numeri e delle interpretazioni sul movimento creato (o che si sarebbe dovuto creare) attorno a Roma dall'8 dicembre 2015 ad oggi. 
Tra inchieste e reportage l'Anno Santo pare più un bollettino di guerra che un anno di redenzione per i cristiani e per gli oltre 20,6 milioni di pellegrini che hanno varcato l'ingresso in una delle chiese della Città Eterna.




Così parte il quotidiano "Il Tempo" che in due puntate elenca «tutti i flop: pochi pellegrini, l'Isis, la crisi, i lavori fermi per il caos politico»; mentre «chiudono le porte sante, la Capitale sta peggio di prima».
A risentirne in particolare, secondo il quotidiano, è stato il settore turistico che ha registrato 14 milioni di presenze, in calo rispetto il 2014, per colpa dei «pellegrini mordi e fuggi che non hanno dormito negli alberghi e nelle strutture alberghiere regolari». Beffati dal giubileo anche i costruttori perché «solo il 25% degli investimenti previsti nel settore dei lavori pubblici è andato a buon fine».

La Repubblica snocciola un po' di numeri sul «Giubileo low cost» e sul «business che non c'è stato» nei 347 giorni dopo la pubblicazione della bolla di indizione: 4.000 volontari, 10.000 porte della misericordia aperte in tutto il mondo (è una stima del giornale calcolata sulle 2.898 diocesi); 2.000 agenti delle forze dell'ordine arrivati in città per garantire la sicurezza; 146 progetti di cantieri che erano stati presentati; 25 milioni di euro non ancora spesi per i cantieri a Roma.

Dal tono ancora più drammatico il rendiconto del Fatto Quotidiano che registra «chiese vuote e città al palo» e odora aria di complotto anche nel conteggio fatto dal Vaticano sui partecipanti (qui il sito ad hoc realizzato dal Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione): «il dato - si legge - si riferisce al totale dei singoli passaggi sotto la porta santa, senza specificare se una stessa persona la abbia varcata più volte», quindi, per il quotidiano, è stato sostanzialmente un «Giubileo fantasma».

Ma l'Anno della Misericordia non è stato un anno fortunato anche perché ha drenato le forze dell'ordine su Roma. Lo si capisce dalle dichiarazioni del sindaco di Milano, Giuseppe Sala: «Adesso, terminato il Giubileo, io mi auguro che parte dei militari che erano a Roma possano arrivare a Milano».






Fin qui i numeri delle "disgrazie" che questo Giubileo avrebbe prodotto... a Roma. In redazione siamo al lavoro per raccogliere la voce e le esperienze delle diocesi italiane che pubblicheremo sul prossimo numero di Regno Attualità.




In attesa ci consoliamo col bilancio, oggi su Avvenire, di don Armando Matteo, docente di teologia fondamentale all'Urbaniana: il Giubileo «ha permesso di rileggere alla luce della misericordia divina il senso di peccato o i tanti sensi di colpa che ci tengono lontani dalla vita della Chiesa. Ha creato le condizioni perché ci si possa fidare di più di Dio».


(Foto da Jubelee of Mercy)

Nessun commento:

Posta un commento