mercoledì 16 novembre 2016

Chiesa in USA, a vent'anni dalla scomparsa del card. Bernardin

«La chiesa cattolica degli Stati Uniti ha spesso parlato riguardo a varie questioni, in maniera critica nei confronti della politica pubblica. Per esempio si è pronunciata in questi anni su diverse questioni quali il diritto dei lavoratori ad una contrattazione collettiva, sui mali del razzismo e soprattutto della segregazione forzata». 
Riavvolgere il nastro di trent'anni e leggere l'intervista del card. Joseph Bernardin, presidente della Conferenza Statunitense dei vescovi cattolici dal 1974 al 1977, fa un certo effetto. Erano i tempi di Jimmy Carter e Ronald Reagan.
Oggi alla Casa Bianca è arrivato Donald Trump, con le sfide che questo comporta anche per la Chiesa cattolica.

In occasione dei vent'anni dalla morte del presidente dei vescovi USA, figura emblematica della Chiesa cattolica statunitense, riproponiamo alcune delle interviste che ha rilasciato alla rivista Il Regno.



In un'intervista del direttore Gianfranco Brunelli, sul n. 20 del 1983, il card. Bernardin aveva messo in evidenza i temi più urgenti e gravi a cui era chiamata a rispondere la Chiesa in USA, dall'emarginazione ecclesiale (l'«americanismo») e sociale a una presenza sempre più incisiva dei cattolici
«Non c'è stato un cambiamento nella politica della chiesa come tale – ha spiegato l'allora arcivescovo di Chicago -. Piuttosto nei nostri tempi sono sorti determinati specifici problemi che richiedono un pronunciamento morale chiaro e diretto. Questo ruolo, questo dovere, anzi, dei cristiani che formano la comunità di fede, è oggi meglio compreso che nel passato».  

Ora che i vescovi cattolici americani hanno scelto come loro presidente Daniel DiNardo, arcivescovo di Galveston-Houston, (eletto il 15 novembre durante l'assemblea annuale della USCCB) ritornano in memoria le "battaglie postconciliari" di Bernardin, morto il 14 novembre di trent'anni fa a Chicago per cancro, proprio mentre a Washington era in corso l'assemblea generale dei vescovi (su Attualità n. 22/1996 l'identikit e il ricordo).

Negli anni del suo episcopato Bernardin ha conservato stima e amicizia al Regno e per noi ha realizzato diverse altre interviste, anche nel 1993, nei giorni difficili dopo le accuse di violenza da parte di un giovane affetto da AIDS conclamato che a pochi giorni dalla morte ha ammesso essere false (cf. Attualità n. 22/1993).







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