lunedì 20 giugno 2016

L'omelia inaugurale del patriarca Bartolomeo

Omelia di sua santità il patriarca ecumenico Bartolomeo, presidente del santo e grande Concilio della Chiesa ortodossa durante la concelebrazione della Divina liturgia nella chiesa metropolitana di S. Minas a Heraklion (Creta) con le loro beatitudini i primati delle sante Chiese ortodosse (19.6.2016)

Vostre beatitudini, venerati fratelli primati delle Chiese locali ortodosse,[1]
Teodoro di Alessandria, Giovanni di Antiochia, Teofilo di Gerusalemme, Cirillo di Mosca, Irinej di Belgrado, Daniel di Bucarest, Neophyte di Bulgaria, Ilia di Georgia, Crisostomo di Cyprus, Ieronimo di Atene, Sawa di Varsavia, Anastasio di Tirana e Rastislav di Prešov, assieme alle vostre onorevoli delegazioni, 
vostra eccellenza, presidente della Repubblica ellenica,
Vostra eminenza arcivescovo Ireneo di Creta, assieme ai reverendissimi e amati fratelli che sono con voi, conil santo Sinodo eparchiale della Chiesa di Creta,
Reverendissimi ed eccellentissimi santi fratelli,
Benamato clero e laicato ortodosso da tutto il mondo,
Un giorno di gioia oggi è sorto, nel quale noi celebriamo la manifestazione storica dell'istituzione della Chiesa che è costituita dal Santo Spirito e nel quale noi, fratelli ortodossi che rappresentiamo tutte le Chiese ortodosse autocefale locali, ci siamo radunati in un'assemblea liturgica che promuova il nostro dovere e responsabilità dell'unica Chiesa ortodossa nei confronti dei popoli e del mondo contemporaneo, radunandoci nel nostro santo e grande Concilio.

Oggi è un giorno di unità, in quanto noi tutti siamo uniti nella fede e nei sacramenti attraverso il nostro convenire liturgico in un unico luogo e siamo insieme "nello spezzare il pane". La santa eucaristia riafferma realmente che l'unità e la cattolicità della nostra Chiesa ortodossa.

L'evento della Pentecoste, che ebbe luogo a Gerusalemme ha segnato il punto d'inizio nel suo viaggio nella storia e ha gettato le basi per la santificazione della storia umana nella sua interezza. Gli apostoli e i tremila cristiani che vennero da loro battezzati in quel momento costituirono la prima Chiesa, che è una realtà teo-antropica di Cristo, presente in tutti i suoi membri.
Oggi anche noi siamo colmi della medesima ispirazione proveniente dalle lingue di fuoco - effuse dallo Spirito Santo - e noi siamo una sola Chiesa, un solo corpo anche se proveniamo da diverse tradizioni etniche, linguistiche e culturali. Cristo, Dio e uomo,  "il primogenito tra molti fratelli (Rm 8,29), è presente in ciascuno dei nostri membri.

Oggi il compimento della finalità della Divina economia nella sua totalità sta avendo luogo. Perché a Pentecoste e dopo Pentecoste "l'amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo" (Rm 5,5). C'è un solo Cristo e noi tutti siamo membra a lui collegate: "Tutte queste cose le opera l'unico e medesimo Spirito, distribuendole a ciascuno come vuole" (1Cor 12,11).
Attraverso il nostro essere distinti, ciascuna Chiesa ortodossa, così come ciascun fedele cristiano ortodosso, è legata all'unico corpo, ciascuna con i propri doni, a partire dal quale non possiamo guardare agli altri con sospetto e rabbia, ma gioire come se fosse parte di noi: "Il tesoro che mio fratello acquista... anch'io lo possiedo", proclama Macario l'egiziano (Spiritual Homilies 3, 2, ΒΕΠΕΣ [Library of Greek Fathers and Ecclesiastical Authors], 41, p. 156).

Ciascuna Chiesa locale ortodossa possiede il proprio tesoro e lo offre a Cristo. L'occhio non può dire alla mano "non ho bisogno di te", neppure alla testa o al piede. All'interno della Chiesa non c'è nessuna singola Chiesa locale che non abbia significato in quanto tale in modo tale da rendere l'Unica Chiesa santa cattolica e apostolica non bisognosa di ciascuno e di tutti i suoi membri, né può un membro esistere indipendentemente e assolutamente in maniera sovrana, così come si potrebbe essere tentati di pensare per opera di persone esterne alla Chiesa; specialmente in questi ultimi giorni.

La Chiesa ortodossa militante, onorevoli confratelli, che è presente sulla terra, continua in perpetuo la "stanza superiore" della Pentecoste, le nostre Chiese locali, che sono rappresentate da tutti noi che siamo presenti qui oggi.
Noi rappresentiamo il corpo mistico di Cristo, che si estende lungo gli anni e libera la razza umana da multiformi sofferenze e vicoli ciechi, e noi siamo uniti con la Chiesa trionfante, portando a compimento la ricapitolazione di Dio e unificando la Terra con il Cielo (cf. il Kontakion della Festa dell'Ascensione).
Questa è precisamente la missione della nostra Chiesa ortodossa.

Allo stesso tempo, oggi è il giorno in cui implorare la grazia del Paraclito perché venga e rimanga con noi e ci mantenga nella sua Verità e nella sua santificazione, così come ha detto nostro Signore durante la sua preghiera d'agonia nel Giardino del Getsemani.
Questa supplica a nostro Signore, che è pienamente presente in questo grande giorno di Pentecoste, è e rimane la richiesta principale di tutta l'umanità in un mondo diviso, pieno di conflitti e che ha sete d'unità, avendo fiducia nel fatto che il Figlio di Dio ha dato la sua vita perché tutti noi abbiamo la vita e l'abbiamo in abbondanza.

La nostra Chiesa ortodossa ha il dono supremo e la benedizione del possedere il tesoro della verità e dell'aver preservato intatto il dono dello Spirito sempre santo che ha riempito il mondo intero (cf. Sap 1,7) ed è obbligata a dare al mondo contemporaneo una testimonianza di amore e di unità e di rivelare la speranza nascosta che essa contiene.
Naturalmente non ci gloriamo per la verità della nostra Chiesa. Percepiamo il suo singolare splendore, ma anche la nostra debolezza e nullità personale.
Tuttavia non è sufficiente rimanere sul piano teorico. Ciò chiede una risposta sul piano concreto dove, sfortunatamente, siamo notevolmente carenti.

Il Signore ha iniziato la sua predicazione nel mondo invitando le persone al pentimento. Il compito di un cristiano lungo tutta la durata della sua vita è il pentimento. Specialmente a noi responsabili delle Chiese è chiesto di dare il buon esempio e d'abbracciare l'interezza della verità che abbiamo ricevuto; a maggior ragione perché i nostri oppositori cercano d'insinuare idee sbagliate nei nostri cuori che negano la verità della fede.

Molti nostri compagni, uomini e donne, sono male indirizzati quanto alla verità poiché diffusa da queste idee sbagliate, che appaiono nuove e degne di attenzione e spesso cercano di portare via molti fedeli attraverso una capace e ripetuta presentazione di queste idee. Per questa ragione noi vescovi dobbiamo riunirci insieme per discutere sulle questioni su cui le Chiese ortodosse si misurano in modalità diverse e in tutto il mondo, in modo da adottare misure appropriate per proteggere i fedeli dal prevalere di errori.

Specialmente oggi, esiste un numero di errori molto ampio in circolazione e gli argomenti usati dagli ingannatori sono particolarmente sofisticati, il che significa che è necessario uno sforzo coordinato da parte dei pastori della Chiesa ortodossa per informare i fedeli. Il numero delle fazioni religiose che stanno cercando di guidare i fedeli ortodossi lontano sono a centinaia. Le discussioni e lo scambio di esperienze in merito su come contrastare i metodi delle summenzionate organizzazioni durante il Concilio avrà molto da offrire alla Chiesa ortodossa.

Il Signore della Chiesa ortodossa, che è lo stesso "Ieri, oggi e sempre per sempre" ha lavorato con noi in modo tale che noi potessimo arrivare allo storico momento odierno del santo e grande Concilio, a questo raduno liturgico, comunione da un calice comune. A prescindere dalle nostre differenti opinioni, noi cristiani ortodossi dobbiamo sottolineare che l'unica strada lungo la nostra strada nel cammino in questo mondo è l'unità.
Naturalmente  questa strada chiede un sacrificio vivente, molto lavoro ed è raggiunta dopo una grande fatica. E' certo che questo nostro Concilio contribuirà a questa finalità creando un clima di fiducia reciproca e comprensione attraverso il nostro incontro sotto lo Spirito Santo e attraverso un dialogo edificante e sincero.

L'unità della Chiesa ortodossa e dei suoi fedeli rappresenta la nostra missione. Subito dopo vi è la testimonianza della nostra Chiesa, in modo tale che il mondo possa vedere "il suo buon lavoro" – il nostro buon lavoro – che risplenda in maniera brillante, sia rinvigorito, e dia gloria al "Padre nostro che è nei cieli". La nostra unità ecclesiale non prende la forma di una federazione, né deriva dal riunirsi attorno ad alcune persone mortali.
Procede ed è completamente formata dalla nostra fede comune, che è sinonimo di salvezza, nella vita eterna. E questa "vita eterna" mira a conoscere il Padre e Colui che egli ha mandato, Gesù Cristo, il re dei re e il Signore dei signori, così com'è ritratto nella nostra iconografia ortodossa.

Vostre beatitudini, santi fratelli, vostra eccellenza presidente della Repubblica greca, benedetti cristiani ortodossi, clero, monaci e popolo in ogni parte del mondo,
siamo convinti - e lo proclamiamo in questo momento storico dall'altare della cattedrale metropolitana dell'Isola di Creta, che è un'estensione di quella che appartiene alla santa e grande Chiesa di Cristo, la Chiesa di Santa Sofia (Santa saggezza), Santa Irene (Santa Pace) e Santa Dynamis (Santa Potenza); cioè il santo trono comune di Giovanni Crisostomo, Gregorio il Teologo e Fozio il Grande – che solo nell'unità e vivendo la nostra ortodossia come un'esperienza di fede e di vita è possibile navigare attraverso la drammatica storia del mondo contemporaneo e dare una testimonianza di salvezza a coloro che sono vicini e lontani.

Mettendo da parte i problemi che sorgono dalle nostre diverse provenienze etniche, noi imploriamo la discesa del Paraclito sopra tutti noi in modo da essere illuminati da lui –  dalla "Luce e vita, e fontana vivente della ragione; dallo Spirito di saggezza, Spirito di comprensione... lo spirito di sovranità e lo Spirito che espia i peccati; il Dio che deifica (cf. Sticheron dei vespri di Pentecoste) – noi possiamo inviare un messaggio di verità, genuinità e speranza a tutto il mondo odierno, che ha sete, e che le nostre Chiese in quanto istituzioni e noi in quanto persone possiamo riaffermare d'essere vessilli preziosi.

Lo Spirito Santo ci unisce nella Chiesa attraverso "legami di perfezione" e "amore" ed è espresso e testimoniato attraverso la Santa Trinità, che è formata da una sola natura, ma rivela se stessa in tre persone. Similmente la Chiesa ortodossa è una, ma rivela se stessa nel mondo attraverso le sue singole vigne che sono infrangibilmente e indivisibilmente attaccati all'unica Chiesa, all'unico corpo.

Fratelli, padri e figli,
oggi la totalità della nostra santa Chiesa ortodossa è rappresentata qui a Creta: "abbiamo visto la luce vera; abbiamo ricevuto lo Spirito del Paradiso; abbiamo trovato la vera verità; abbiamo pregato l'indivisa Trinità, poiché la Trinità ci ha salvato".

Pertanto, noi benediciamo il Signore della misericordia, della compassione e di ogni supplica con una sola voce e un solo cuore, poichè egli è "la fonte della nostra esistenza, il nostro respiro, la nostra comprensione, la nostra conoscenza di Dio, lo Spirito Santo e il Padre che esiste prima di ogni inizio e il suo unico Figlio da lui generato... l'Unico che ci ha fatto comprendere la bellezza del Paradiso, il sole nel suo corso, l'orbita della luna, l'ordine delle stelle e l'armonia e i differenti movimenti che avvengono al loro interno... lo scorrere delle ore, il cambiamento delle stagioni, il fluire del'aria, il ciclo degli anni... la nostra speranza di guadagnare il regno eterno, l'uguaglianza di onore con gli angeli, la contemplazione della gloria".

A questo veramente santo Spirito, che porta a perfezione ogni buona cosa, e la celebrazione di oggi e la testimonianza della nostra Chiesa ortodossa al mondo intero nel e attraverso questo nostro santo e grande Concilio, a lui, assieme al Padre e al Figlio, noi offriamo rendimento di grazie ora e per sempre e per tutti i secoli dei secoli. Amen

[1] Nostra traduzione dall'inglese. Testo provvisorio.



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