domenica 19 giugno 2016

Inizia il Concilio ortodosso: una missione (amore e unità) e due analogie

Divina liturgia di Pentecoste, 19 giugno 2016, Heraklion, Creta.
dalla nostra inviata Daniela Sala

Kolympari (Creta). Hanno pregato per il dono dello Spirito e dell’unità i 10 patriarchi e primati delle Chiese ortodosse autocefale (cioè indipendenti), che hanno celebrato oggi nella chiesa metropolitana di San Minas a Heraklion, Creta, la liturgia di apertura del Santo e grande Concilio panortodosso nella solennità della Pentecoste (secondo il calendario liturgico ortodosso).

E sebbene non esplicitamente, in tutta la liturgia - nel suo stretto legame tra Pentecoste e istituzione dell’ekklesia (assemblea) – si avvertiva l’assenza di quattro dei patriarchi come un segno tangibile della difficoltà di vivere praticamente la realtà teologica della conciliarità, che tra l’altro è il tratto maggiormente caratterizzante per le Chiese dell’Ortodossia.

La celebrazione è stata presieduta dal patriarca ecumenico Bartolomeo I, che come primus inter pares tra i vescovi è anche presidente del Santo e grande Concilio panortodosso, e che ha lavorato strenuamente per portare le Chiese nazionali ortodosse a questo appuntamento, che si prepara da 55 anni e che non si era tenuto da secoli (vedi scheda).

«Oggi – ha detto nell’omelia Bartolomeo – celebriamo la manifestazione storica dell’istituzione della Chiesa, che è costituita dallo Spirito Santo, e noi fratelli ortodossi, che rappresentiamo tutte le Chiese ortodosse autocefale locali, ci siamo riuniti in un’assemblea liturgica, per poter compiere il dovere e la responsabilità dell’unica Chiesa ortodossa verso l’umanità e il mondo di oggi, radunando il nostro Santo e grande Concilio». «Oggi – ha continuato – è un giorno di unità, poiché siamo tutti uniti nella fede e nei sacramenti attraverso il nostro convenire liturgicamente in uno stesso luogo, e siamo insieme “nello spezzare del pane”».

Un’espressione è stata particolarmente interessante proprio rispetto al rapporto tra Chiese locali e Chiesa universale: «Ogni Chiesa ortodossa locale ha il suo tesoro e lo offre a Cristo. L’occhio non può dire alla mano “Non ho bisogno di te”, né la testa può dirlo ai piedi. Nella Chiesa non c’è Chiesa locale individuale che non abbia significato in sé, così da permettere alla Chiesa una, santa, cattolica e apostolica di non avere bisogno di tutte le sue membra e di ciascuno di essi, né può esistere un membro in modo indipendente e assolutamente sovrano, come tentano di fare quelli che sono fuori dalla Chiesa, in particolare in questi ultimi giorni».



Com’è difficile l’unità


Per Bartolomeo, e le Chiese qui convenute, si tratta di realizzare la missione della Chiesa ortodossa, che è «l’unità della Chiesa ortodossa e dei suoi fedeli». E ha riconosciuto che nella risposta pratica al dovere di «dare al mondo contemporaneo una testimonianza di amore e unità e rivelare la speranza che vi è nascosta dentro», in questo «siamo gravemente carenti». E così ha rappresentato le difficoltà che stanno di fronte alla Chiesa ortodossa: «Noi vescovi dovremmo incontrarci per discutere le questioni che sfidano la Chiesa ortodossa in momenti diversi e in tutto il mondo, e adottare le misure adeguate per difendere i fedeli dagli errori emergenti. Specialmente ai giorni nostri vi è un gran numero di errori che circolano, e gli argomenti usati da chi ci inganna sono particolarmente sofisticati, il che significa che ai pastori della Chiesa ortodossa è richiesto uno sforzo coordinato per informare i fedeli. Il numero di fazioni religiose che tentano di portare fuori strada i fedeli ortodossi è di centinaia». Certamente la strada verso l’unità «richiede sacrificio, molto lavoro, e si raggiunge dopo grande fatica», aggiungendo che «questo nostro Concilio contribuirà a procedere in questa direzione creando un clima di reciproca fiducia e comprensione».

L’omelia di Bartolomeo si è conclusa con un’invocazione allo Spirito Santo: «Mettendo da parte i problemi che sorgono dai nostri diversi retroterra etnici, imploriamo la discesa del Consolatore su tutti noi, perché illuminati da Lui possiamo inviare un messaggio di verità, autenticità e speranza in tutto il mondo di oggi».

Verso la metà della Divina liturgia, che si è poi protratta nella celebrazione dei vespri, è arrivato il presidente della Repubblica ellenica Prokopis Pavlopoulos, che successivamente ha partecipato insieme ai celebranti a un rinfresco presso la sede dell’arcidiocesi di Creta, ospiti dell’arcivescovo di Creta Ireneo.

Dopo l’apertura liturgica di oggi, a domani mattina con la sessione inaugurale di deliberazioni, nella quale il discorso di apertura sarà tenuto dallo stesso Bartolomeo.


Due analogie: la Chiesa cattolica romana e la Comunione anglicana


A conclusione della giornata, due analogie si presentano alla mente: altre due confessioni cristiane che si confrontano con la sfida dell’unità avendo al loro interno retroterra etnici e culturali molto diversi che la globalizzazione mette drammaticamente in competizione, e si sforzano di rimanere insieme cercando le forme per conciliare le legittime diversità. Sono la Comunione anglicana, che ha recentemente attraversato un momento molto critico e sta cercando di procedere verso la Conferenza di Lambeth, uno dei suoi «strumenti di comunione» che rischiava di saltare; e la Chiesa cattolica, che è in un certo senso avvantaggiata perché ha nel papa il segno in carne e ossa dell’unità, ma nondimeno nelle sue diverse regioni avverte la centralizzazione romana come un peso, ed è per questo che – come abbiamo visto nei due recenti Sinodi – papa Francesco sta cercando di riformarla nel segno della conciliarità e della sinodalità.


Scheda – Cronologia del Santo e grande Concilio ortodosso

Per la prima volta in oltre un millennio s’incontra la quasi totalità delle Chiese ortodosse autocefale, con il desiderio di rafforzare le relazioni reciproche e affrontare le sfide sociali e spirituali di oggi nel mondo.

24 settembre – 1° ottobre 1961. I Conferenza panortodossa, Rodi.

26-29 settembre 1962. II Conferenza panortodossa, Rodi.

1-15 novmebre 1963. II Conferenza panortodossa, Rodi.

8-15 giugno 1968. IV Conferenza panortodossa, Chambesy (Svizzera).

15-28 luglio 1971. Commissione preparatoria inter-ortodossa, Chambesy.

21-28 novembre 1976. Prima Conferenza panortodossa preconciliare, Chambesy, su: metodologia e temi del Santo e grande Concilio, relazioni della Chiesa ortodossa con le altre Chiese cristiane e discussione sulla celebrazione comune della Pasqua per tutti i cristiani.

28 giugno – 3 luglio 1977. Congresso sulla celebrazione comune della Pasqua per tutti i cristiani in una domenica fissata.

3-12 settembre 1982.
Seconda Conferenza panortodossa preconciliare, Chambesy, su: impedimenti al matrimonio e adattamenti alle prescrizioni sul digiuno.

15-23 febbraio 1986. Commissione preparatoria inter-ortodossa, Chambesy.

28 ottobre – 6 novembre 1986. Terza Conferenza panortodossa preconciliare, Chambesy, su: adattamento delle prescrizioni sul digiuno e missione della Chiesa ortodossa nel mondo.

10-17 novembre 1990. Commissione preparatoria inter-ortodossa, Chambesy, sulla diaspora ortodossa.

1992. Prima sinassi dei primati, Istanbul.


7-13 novembre 1993.
Commissione preparatoria inter-ortodossa, Chambesy, sull’autocefalia.

10-13 aprile 1995. Congresso di diritto canonico sulla regolazione delle assemblee episcopali, Chambesy.

1995. Seconda sinassi dei primati, Patmos.


2000. Terza sinassi dei primati, Gerusalemme/Betlemme e Istanbul/Nicea.


2008. Quarta sinassi dei primati, Istanbul.


8-12 giugno 2009. Quarta Conferenza panortodossa preconciliare, Chambesy, sulle assemblee episcopali.

10-17 dicembre 2009. Commissione preparatoria inter-ortodossa su autonomia e dittici.

2014. Quinta sinassi dei primati, Istanbul.


10-17 ottobre 2015. Quinta Conferenza panortodossa preconciliare, Chambesy.


21-28 gennaio 2016. Sesta sinassi dei primati, Chambesy.

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