mercoledì 25 maggio 2016

Dustur al Kino di Roma, tra cinema e scienza

Presentato recentemente a Cesena in occasione della Festa dell'Europa (9 maggio scorso), il film Dustur di Marco Santarelli torna a Roma per una tre giorni (25-27 maggio) di rassegna cinematografica capitolina nata dalla collaborazione con il Dipartimento Scienze Umane e Sociali, Patrimonio Culturale del CNR – Consiglio Nazionale delle Ricerche. Con l’intento di coniugare racconto cinematografico e approccio scientifico sul delicato tema delle migrazioni e della convivenza (ambiti in cui il Dipartimento del CNR è impegnato da tempo) la prima edizione di REMIX offrirà al pubblico un ricco programma di incontri e proiezioni, in compagnia dei registi e dei ricercatori. Tra i prossimi appuntamenti in programmazione: il 2 giugno Dustur verrà proiettato a Cattolica per la Festa della Repubblica. Su Regno-att. 6,2016,165 una breve lettura.


di M. Caterina Bombarda*

M. Santarelli, Dustur, Luce, Cinecittà (RM), 2015

Attraverso un intenso lavoro di riprese video durato più di otto mesi nella biblioteca della Casa circondariale Dozza di Bologna, Marco Santarelli sceglie di raccontare la sfida dell’integrazione culturale riportando lo svolgimento di un corso scolastico sulla Costituzione - in arabo Dustur – italiana in dialogo con le primavere arabe e le tradizioni islamiche.

Nel 2015, nell’arco delle 24 lezioni del corso «Diritti, doveri, solidarietà. La Costituzione italiana in dialogo con il patrimonio culturale arabo-islamico», il carcere di Bologna apre le porte a insegnanti, professori universitari, mediatori culturali, imam ed esperti di cultura islamica che si siedono al fianco dei detenuti, per rileggere insieme i diritti e i doveri sanciti dalla Costituzione italiana. Fine ultimo del progetto: la formazione di un nutrito gruppo di «costituenti», circa una trentina, incaricati di stilare una personale stesura di una nuova «Costituzione dei sogni», per immaginare di costruire una società ideale, più giusta e condivisa.

A coordinare il dibattito è Ignazio, un monaco della Piccola famiglia dell’Annunziata – la storica congregazione religiosa fondata da uno dei padri della Costituzione italiana, Giuseppe Dossetti – da anni impegnato nel volontariato in carcere e che conosce bene la lingua e il diritto islamico; coadiuvato da Yassine, un mediatore culturale attento e sensibile che rappresenta la comunità islamica di Bologna.

Protagonista principale del film «dall’esterno», per così dire, è Samad. Infatti il documentario, parallelamente alle lezioni per i detenuti all’interno del carcere, segue la storia di questo giovane marocchino di 26 anni, ex trafficante di droga che è passato per la Dozza ma ora è iscritto alla Facoltà di legge dell’Università di Bologna e s’impegna per ricostruire una vita in Italia all’interno della legalità.

Un film che non solo è un mosaico di voci, per la pluralità di punti di vista che emergono nei dialoghi, ma è anche un «viaggio» che comincia dentro e prosegue fuori dalle mura carcerarie, per concludersi in uno dei luoghi simbolo della Resistenza e della nostra Costituzione.

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