domenica 23 aprile 2017

Francia – Presidenziali 


I vescovi non s’impiccino 

Le Pen: tra vecchia laicità e neonazionalismo 


Secondo gli analisti, una delle poche certezze delle elezioni presidenziali francesi dovrebbe essere la partecipazione al ballottaggio del Front national di Marine Le Pen (cf. Michele Marchi in Regno-att. 4,2017,88). Forte nei sondaggi, anche se negli ultimi tempi in calo (22-23%), Marine – secondo le previsioni – potrebbe avere come avversario il 7 maggio il giovane esponente ex di sinistra ora centrista, l’outsider Emmanuel Macron. 
Per convincere gli indecisi e chi pensa all’astensione e, soprattutto, per cercare di guadagnarsi definitivamente le simpatie sia dei cattolici «festivi culturali» – così come sono stati definiti nell’indagine di Bayard (Regno-att. 4,2017,89) – sia degli «osservanti», Le Pen non si è quindi sottratta all’intervista che il quotidiano La Croix (13.4.2017) le ha chiesto e ha pubblicato alla vigilia di Pasqua, nell’ambito della carrellata dedicata ai candidati all’Eliseo. In essa la candidata del Front national ha marcato i toni sul trinomio laicità, nazionalismo e appartenenza religiosa, non risparmiando strali verso il papa, ma, soprattutto, verso i vescovi. 

Più scontata sui temi del nazionalismo, la parte dell’intervista che colpisce di più è quella che sviluppa il rapporto tra fede e laicità. Ciò che sorprende è la riproposizione tutta francese (ma non certo proveniente dalla tradizione della destra cattolica) di una laicità che continua a essere un’ideologia di stato. Il che relega la figura della fede (non solo quella cattolica) all’ambito strettamente privato, fino a eliminare i segni esteriori della propria appartenenza religiosa. Di qui la critica ai vescovi d’interferenza e al papa circa la gerarchia dei valori di una nazione. 
C’è da chiedersi se il terrorismo islamico non abbia sconfitto proprio questo modello di laicità. Riportiamo qui, in una nostra traduzione dal francese, ampi stralci dell’intervista di La Croix.

(di Maria Elisabetta Gandolfi) 


venerdì 9 dicembre 2016

Finale di partita: la vittoria dei «no» e la sconfitta di Renzi

O con me o contro di me. Questo è il renzismo. Aver trasformato il referendum costituzionale in un referendum su se stesso e il suo governo ha determinato sia lo schema competitivo sia, conseguentemente, il risultato. È finita 59 a 41 a favore del «no». Un disastro. Nessun governo o maggioranza parlamentare si azzarderà per molto tempo neppure a nominare l’ipotesi di una riforma della Costituzione. Nonostante le necessità del paese.





mercoledì 30 novembre 2016

Albano Laziale, le indicazioni al clero sull'assoluzione del peccato d'aborto


«Nella lettera apostolica Misericordia et misera firmata il 20 novembre papa Francesco ha esteso nel tempo per tutti i sacerdoti la facoltà di assolvere quanti hanno procurato il peccato di aborto, già concessa limitatamente al periodo giubilare (n. 12). D’ora in avanti, dunque, di essa ne gode ogni sacerdote che sia già in possesso della necessaria facoltà di ricevere abitualmente le confessioni (cfr CIC cann. 966 §1; 970 e 973).
Noi accogliamo cordialmente e con animo grato la disposizione del papa». 

Con queste parole mons. Marcello Semeraro, vescovo di Albano, introduce la sua lettera al clero diocesano e religioso, attraverso la quale offre alcune indicazioni per meglio comprendere e accogliere la disposizione del papa, dopo la chiusura della Porta Santa. 

martedì 22 novembre 2016

La rivoluzione pastorale del Giubileo della misericordia

E' giunto il momento di lasciare spazio alla «fantasia della misericordia»; la Chiesa e i credenti devono individuare «nuove opere di misericordia e attuarle con generosità ed entusiasmo». Perché «la porta della misericordia del nostro cuore» deve rimanere «sempre spalancata». Dal giubileo appena concluso infatti «abbiamo imparato che Dio si china su di noi perché anche noi possiamo imitarlo nel chinarci sui fratelli». Francesco traccia così, nella lettera apostolica Misericordia et misera, il bilancio di celebrazioni, pellegrinaggi, veglie e confessioni che si sono moltiplicati in questi dodici mesi in tutto il mondo.
Archiviando il simbolo della "Porta Santa", il papa inaugura una nuova ricorrenza, la Giornata mondiale dei poveri (che si celebrerà in occasione della solennità di Cristo Re), che dà la misura di quanto si è voluto seminare con il giubileo.

venerdì 18 novembre 2016

Il collegio cardinalizio, con papa Francesco, è sempre meno europeo

Domani, sabato 19 novembre, durante il concistoro in piazza San Pietro papa Francesco creerà 17 nuovi cardinali. La "geografia" in Vaticano cambia sempre di più. Ed è sempre meno "eurocentrica", come sintetizza in questo articolo il Pew Research Center.

mercoledì 16 novembre 2016

Chiesa in USA, a vent'anni dalla scomparsa del card. Bernardin

«La chiesa cattolica degli Stati Uniti ha spesso parlato riguardo a varie questioni, in maniera critica nei confronti della politica pubblica. Per esempio si è pronunciata in questi anni su diverse questioni quali il diritto dei lavoratori ad una contrattazione collettiva, sui mali del razzismo e soprattutto della segregazione forzata». 
Riavvolgere il nastro di trent'anni e leggere l'intervista del card. Joseph Bernardin, presidente della Conferenza Statunitense dei vescovi cattolici dal 1974 al 1977, fa un certo effetto. Erano i tempi di Jimmy Carter e Ronald Reagan.
Oggi alla Casa Bianca è arrivato Donald Trump, con le sfide che questo comporta anche per la Chiesa cattolica.

In occasione dei vent'anni dalla morte del presidente dei vescovi USA, figura emblematica della Chiesa cattolica statunitense, riproponiamo alcune delle interviste che ha rilasciato alla rivista Il Regno.

martedì 15 novembre 2016

Giubileo della Misericordia al traguardo: partono i bilanci


I vescovi diocesani hanno chiuso le porte sante. Papa Francesco prepara la conclusione solenne del 20 novembre. Ma per il Giubileo della Misericordia è già tempo di bilanci. Così da giorni ha cominciato a ruotare la giostra dei numeri e delle interpretazioni sul movimento creato (o che si sarebbe dovuto creare) attorno a Roma dall'8 dicembre 2015 ad oggi. 
Tra inchieste e reportage l'Anno Santo pare più un bollettino di guerra che un anno di redenzione per i cristiani e per gli oltre 20,6 milioni di pellegrini che hanno varcato l'ingresso in una delle chiese della Città Eterna.