venerdì 9 dicembre 2016

Finale di partita: la vittoria dei «no» e la sconfitta di Renzi

O con me o contro di me. Questo è il renzismo. Aver trasformato il referendum costituzionale in un referendum su se stesso e il suo governo ha determinato sia lo schema competitivo sia, conseguentemente, il risultato. È finita 59 a 41 a favore del «no». Un disastro. Nessun governo o maggioranza parlamentare si azzarderà per molto tempo neppure a nominare l’ipotesi di una riforma della Costituzione. Nonostante le necessità del paese.





mercoledì 30 novembre 2016

Albano Laziale, le indicazioni al clero sull'assoluzione del peccato d'aborto


«Nella lettera apostolica Misericordia et misera firmata il 20 novembre papa Francesco ha esteso nel tempo per tutti i sacerdoti la facoltà di assolvere quanti hanno procurato il peccato di aborto, già concessa limitatamente al periodo giubilare (n. 12). D’ora in avanti, dunque, di essa ne gode ogni sacerdote che sia già in possesso della necessaria facoltà di ricevere abitualmente le confessioni (cfr CIC cann. 966 §1; 970 e 973).
Noi accogliamo cordialmente e con animo grato la disposizione del papa». 

Con queste parole mons. Marcello Semeraro, vescovo di Albano, introduce la sua lettera al clero diocesano e religioso, attraverso la quale offre alcune indicazioni per meglio comprendere e accogliere la disposizione del papa, dopo la chiusura della Porta Santa. 

martedì 22 novembre 2016

La rivoluzione pastorale del Giubileo della misericordia

E' giunto il momento di lasciare spazio alla «fantasia della misericordia»; la Chiesa e i credenti devono individuare «nuove opere di misericordia e attuarle con generosità ed entusiasmo». Perché «la porta della misericordia del nostro cuore» deve rimanere «sempre spalancata». Dal giubileo appena concluso infatti «abbiamo imparato che Dio si china su di noi perché anche noi possiamo imitarlo nel chinarci sui fratelli». Francesco traccia così, nella lettera apostolica Misericordia et misera, il bilancio di celebrazioni, pellegrinaggi, veglie e confessioni che si sono moltiplicati in questi dodici mesi in tutto il mondo.
Archiviando il simbolo della "Porta Santa", il papa inaugura una nuova ricorrenza, la Giornata mondiale dei poveri (che si celebrerà in occasione della solennità di Cristo Re), che dà la misura di quanto si è voluto seminare con il giubileo.

venerdì 18 novembre 2016

Il collegio cardinalizio, con papa Francesco, è sempre meno europeo

Domani, sabato 19 novembre, durante il concistoro in piazza San Pietro papa Francesco creerà 17 nuovi cardinali. La "geografia" in Vaticano cambia sempre di più. Ed è sempre meno "eurocentrica", come sintetizza in questo articolo il Pew Research Center.

mercoledì 16 novembre 2016

Chiesa in USA, a vent'anni dalla scomparsa del card. Bernardin

«La chiesa cattolica degli Stati Uniti ha spesso parlato riguardo a varie questioni, in maniera critica nei confronti della politica pubblica. Per esempio si è pronunciata in questi anni su diverse questioni quali il diritto dei lavoratori ad una contrattazione collettiva, sui mali del razzismo e soprattutto della segregazione forzata». 
Riavvolgere il nastro di trent'anni e leggere l'intervista del card. Joseph Bernardin, presidente della Conferenza Statunitense dei vescovi cattolici dal 1974 al 1977, fa un certo effetto. Erano i tempi di Jimmy Carter e Ronald Reagan.
Oggi alla Casa Bianca è arrivato Donald Trump, con le sfide che questo comporta anche per la Chiesa cattolica.

In occasione dei vent'anni dalla morte del presidente dei vescovi USA, figura emblematica della Chiesa cattolica statunitense, riproponiamo alcune delle interviste che ha rilasciato alla rivista Il Regno.

martedì 15 novembre 2016

Giubileo della Misericordia al traguardo: partono i bilanci


I vescovi diocesani hanno chiuso le porte sante. Papa Francesco prepara la conclusione solenne del 20 novembre. Ma per il Giubileo della Misericordia è già tempo di bilanci. Così da giorni ha cominciato a ruotare la giostra dei numeri e delle interpretazioni sul movimento creato (o che si sarebbe dovuto creare) attorno a Roma dall'8 dicembre 2015 ad oggi. 
Tra inchieste e reportage l'Anno Santo pare più un bollettino di guerra che un anno di redenzione per i cristiani e per gli oltre 20,6 milioni di pellegrini che hanno varcato l'ingresso in una delle chiese della Città Eterna.


venerdì 11 novembre 2016

USA 2016: protesta bianca elegge Donald Trump (intervista a Erik Jones)



Dopo otto anni di governo democratico i repubblicani rimettono piede alla Casa Bianca grazie
al candidato «anomalo» Donald Trump, che alle elezioni dell’8 novembre ha ottenuto i voti di 279 grandi elettori sui 270 necessari per vincere. Il miliardario newyorkese, che dopo una delle peggiori campagne elettorali della storia ha battuto la sua rivale democratica Hillary Clinton, ferma a 218 grandi elettori, è il 45° presidente degli Stati Uniti d’America. I repubblicani hanno anche riconfermato il controllo della Camera dei rappresentanti e del Senato. L'intervista competa al docente di
European Studies and International Political Economy e direttore degli European and Eurasian Studies presso la sede di Bologna della Johns Hopkins University (School of Advanced International Studies), sarà pubblicata sul n. 18 di Attualità.





– Professor Jones, si aspettava una vittoria così netta di Trump?
«No, è stato uno shock assistere al verdetto uscito dallo scrutinio dei seggi. Era naturalmente una delle possibilità, ma non mi aspettavo un risultato di questo tipo, anche perché i sondaggi davano altre indicazioni.
Tra tutte le campagne elettorali a cui ho assistito, questa è stata una delle più anomale: Clinton e Trump sono stati i candidati peggiori che io possa ricordare. Fino alla fine abbiamo pensato che potesse vincere la democratica non perché fosse la migliore candidata, ma perché era meglio del rivale repubblicano. Quando a pochi giorni dal voto il direttore della FBI ha annunciato nuove verifiche per lo scambio di documenti ufficiali attraverso l’email privata da parte dell’allora segretario di stato, abbiamo cominciato a sospettare che potesse vincere Trump, ma non abbiamo mai immaginato che potesse farlo con questi numeri. È stato un vero shock».